Massoterapia Torino

 

Mt. Vilco Luciani

Massoterapista - Idroterapista MCB

  

Studio professionale  in Via Mocchie, 6  Torino - Metro Racconigi - tel. 335.65.13.373

     

Terapie manuali per prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie dell’apparato muscolare, osteo-articolare e vascolare

 

 

 

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I trattamenti

Massoterapia Massochinesiterapia

 

Linfodrenaggio Vodder - D.L.M. Bendaggio compressivo

 

Massaggio sportivo

 

Massoterapia neuromuscolare

La massoterapia decontratturante è un massaggio che scioglie le tensioni e le contratture muscolari, massaggio terapeutico d'elezione per combattere il dolore localizzato e la rigidità, a seguito di posture inadeguate, sforzi fisici, postumi da trauma, cause organiche o emotive.  Leggi tutto

 

Il Linfodrenaggio metodo Dr. Vodder, detto anche D.L.M.  (Drenaggio Linfatico Manuale), stimola l’attività del sistema linfatico ed immunitario, favorisce l'eliminazione meccanica dai tessuti dei liquidi ristagnanti, svolgendo un’azione drenante utile nel trattamento degli edemi.  Leggi tutto

 

Per chiunque si dedichi ad un'attività fisica, affidarsi al massaggio sportivo è utile sia per preparare il fisico allo sforzo o alla competizione sportiva, migliorando la propria reattività tonica alla richiesta di sforzo, sia per eliminare le scorie metaboliche dopo lo sforzo intenso.  Leggi tutto

 

Il massaggio neuromuscolare, (al pari di altri metodi riflessogeni) è in grado, attraverso diversi meccanismi, di esplicare molteplici azioni sia dirette, ad esempio su cicatrici e disturbi dell'irrorazione locale, che indirette sul sistema circolatorio, nervoso ed endocrino.  Leggi tutto

 

 

   

 

   

Chinesiterapia - Mobilizzazioni articolari - Stretching muscolare

 

Idro-chinesiterapia

 

Bendaggio funzionale

 

Massoterapia connettivale

La parola greca “kinesis” significa movimento:il termine chinesiterapia (detta anche kinesiterapia) significa, quindi, “cura attraverso il movimento” e svolge un’azione di stimolo meccanico sul sistema nervoso e muscolare, ossa ed articolazioni, per permettere la ripresa dei movimenti nella forma e misura più ampie possibili per tornare alla normale funzionalità. Leggi tutto

 

Il termine Idro-chinesiterapia, sta ad indicare una terapia basata sul movimento (kinesis) in acqua (idro) e rappresenta l'insieme delle tecniche eseguite in acqua riscaldata a fini terapeutici. Si tratta di una terapia che prevede l’esecuzione di tecniche finalizzate alla gestione appropriata del movimento della parte da trattare. Leggi tutto

 

Una tecnica usata sia come prevenzione che come cura delle lesioni muscolo-tendinee dell’adulto e dello sportivo; può essere di tipo articolare o muscolo-tendineo, a scopo preventivo,  terapeutico o riabilitativo. Le principali funzioni sono di scarico, stabilizzazione, compressione, sostegno, riduzione del dolore e, non ultimo, supporto psicologico. Leggi tutto

 

Il massaggio connettivale è una forma particolare di trattamento riflessologeno; ha lo scopo di ricercare zone di sofferenza del tessuto connettivo sottocutaneo per trattarle opportunamente, in modo da risolvere, nello stesso tempo, sia  lo stato di tensione connettivale che e la sofferenza viscerale di cui tale tensione stessa è espressione. Leggi tutto

             

Taping posturale e linfodrenante

 

Riflessologia plantare olistica

 

Massaggio con pietre calde

Il Taping è una tecnica innovativa di bendaggio capace di stimolare processi di autoguarigione.

Si utilizza un nastro adesivo in cotone, impermeabile ma che permette alla pelle di traspirare assolutamente privo di farmaci, facilmente tollerabile che può quindi essere applicato per più giorni. Leggi tutto

 

La stimolazione di precisi punti sui piedi, conosciuta come Riflessologia plantare, è una tecnica che ha origini antichissime e rappresenta un efficace strumento con il quale perseguire e mantenere il benessere della persona attraverso il suo equilibrio energetico e psicofisico.

La Riflessologia Plantare sposta il S.N.A. (Sistema Nervoso Autonomo) dal dominio dell’ortosimpatico (tipico dello stress) a quello del parasimpatico (tipico del rilassamento e della rigenerazione neurale e cellulare), favorisce una respirazione più profonda e permette di recuperare la consapevolezza del proprio corpo; è il mezzo più efficace per riottenere e preservare il corretto equilibrio tra corpo, mente e spirito. Leggi tutto

 

Nel Massaggio con pietre calde, si utilizzano pietre nere, basaltiche, vulcaniche, che mantengono il calore.

Questa tecnica di massaggio trova ampia applicazione, oltreché nel riequilibrio energetico, anche in tutti gli squilibri muscolari, siano essi di natura posturale, traumatica o da disagio emozionale. Leggi tutto

             

N.B. Tutte le indicazioni e le notizie fornite in questo sito, hanno unicamente valore divulgativo ed informativo e non costituiscono in alcun modo né indicazioni diagnostiche né prescrizione di cura, competenza esclusiva del personale medico.

  

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Massoterapia - Massochinesiterapia - Decontratturante

 

E’ una tecnica massoterapica che scioglie le tensioni e le contratture e viene considerato il trattamento terapeutico elettivo per i soggetti con dolore muscolare localizzato in distretti specifici, rigidità e tensioni sorte a seguito di traumi, posture inadeguate, sforzi fisici, cause organiche, emotive e da disordine alimentare o da affaticamento.

 

Quando un muscolo si contrae si accorcia e, di conseguenza, limita l’ampiezza dell’estensione dei nostri movimenti; questo dà la sensazione di sentirsi legati ed irrigiditi. In molti casi provoca dolore e, in fase acuta, a scopo antalgico, può bloccare i movimenti.

 

La massoterapia decontratturante è indicata per il trattamento di:

  • postumi da trauma distorsivo del rachide cervicale (colpo di frusta) conseguente ad incidenti automobilistici o di altra natura;

  • blocchi articolari, che possono dipendere da un’alterazione nel funzionamento delle articolazioni causata da scorretta attività fisica o sportiva o come conseguenza di traumi, sforzi o movimenti inadeguati;

  • rigidità, cioè diminuita mobilità articolare da blocco meccanico dell'articolazione, causata da tensione muscolare o da degenerazione da cronoaging, delle cartilagini e dei tessuti legamentosi;

  • contratture, cioè contrazioni muscolari involontarie insistenti e dolorose, generate da sforzo o trauma, esiti di una contusione o di uno spasmo muscolare da affaticamento o da accumulo di cataboliti. All’origine delle fastidiose, dolorose e spesso invalidanti contratture, troviamo anche le scorrette posture. Una postura scorretta, può derivare da posizioni assunte abitualmente sul posto di lavoro, o comunque nella vita quotidiana, oppure da atteggiamenti “in difesa”, determinati dal predominio del SNA, come conseguenza di scompensi emozionali. Anche una scorretta alimentazione e la conseguente pesantezza derivante dalla lentezza del processo di digestione e dello svuotamento gastrico, che può essere accompagnata anche da nausea, possono esserne causa, spesso non chiaramente diagnosticata.

La tecnica consiste in manovre di pressione pura, di sfioramenti leggerissimi in fase dolente, sfregamenti profondi e vigorosi in caso di contratture di vecchia data, impastamenti per scollare e rendere più elastici i tessuti e percussioni e battiture per un effetto stimolante e vasodilatatorio. A seconda del problema, del distretto da trattare e della fase in cui si trova il paziente, si possono usare approcci e tecniche diverse per ogni soggetto.

 

Controindicazioni al trattamento sono: stati infiammatori acuti, malattie infettive, tumori maligni accertati o sospetti, neuro lesioni centrali, primi mesi di gravidanza. Da evitare inoltre in caso di emorragie in atto, compresa la mestruazione.

 

Si riceve su appuntamento presso lo studio di  

Via Mocchie, 6 a Torino

Per appuntamenti chiamare il 335.65.13.373

Effettuiamo trattamenti a domicilio per persone anziane o con difficoltà di deambulazione.

 

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Il massaggio sportivo

Affidarsi al massaggio sportivo è utile sia per preparare alla competizione sportiva, migliorando la propria reattività tonica alla richiesta di sforzo, sia per eliminare le scorie metaboliche dopo lo sforzo intenso, che per accelerare lo smaltimento della fatica evitando la comparsa di indolenzimento muscolare.

 

Il massaggio sportivo è finalizzato quindi alla:

  •  riduzione della tensione muscolare, cioè diminuzione dei livelli plasmatici di cortisolo (ormone prodotto dal surrene in risposta all’ormone ipofisario ACTH definito “ormone dello stress” perché aumenta in condizioni di stress psico-fisico severo) e di serotonina (sostanza coinvolta in alcuni processi nervosi), con conseguente riduzione dell’ansia e miglioramento dell’umore, per effetto dell’aumento delle endorfine circolanti che inibiscono la sensazione dolorifica;

  •  riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa;

  •  stimolazione della microcircolazione locale.

Agisce inoltre con:

  •  effetto drenante, dovuto all’accelerata rimozione dell’acido lattico e delle scorie metaboliche prodotte durante l’attività sportiva;

  •  effetto decongestionante e rilassante sui tessuti per una più veloce guarigione dalle contratture muscolari (contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici; il muscolo coinvolto si presenta rigido e l'ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto);

La metodica del massaggio deve essere semplice, non deve affaticare l'atleta e deve includere un minimo di varianti.

 

Anche le articolazioni soggette a maggior carico necessitano di un massaggio accurato: si procede per ogni articolazione con frizioni mobilizzanti i legamenti e le inserzioni muscolari, per terminare con stiramenti e mobilizzazioni al fine di ottenere la massima escursione articolare, soprattutto se vi sono vecchie lesioni.

 

Il massaggio, tuttavia, non sostituisce gli esercizi di riscaldamento che hanno una funzione antinfortunistica: più i muscoli sono "riscaldati" minore è la probabilità di traumi e maggiori sono le possibilità di una buona prestazione nelle gare.

 

La durata del trattamento dipende dal tipo di sport e dalle esigenze dell'atleta che può aver bisogno di un massaggio completo o localizzato alle aree muscolari che hanno sopportato il maggior carico.

 

Indicativamente non deve affaticare il soggetto. Si devono usare manovre che favoriscono il deflusso, decongestionano e rilassano e, se l'atleta è molto stanco, il massaggio di recupero deve essere leggero e di breve durata, riservando il trattamento principalmente alla schiena ed alle zone paravertebrali.

La tempistica varia in funzione delle fasi di gara:

  •  Pre-gara: in preparazione dello sforzo fisico, il massaggio deve ottenere un effetto di stimolazione superficiale per preparare all’azione muscolare; deve essere breve, con utilizzo di manovre leggere quali sfioramenti, percussioni e battiture, eseguite con un ritmo rapido per stimolare la circolazione superficiale, evitando di rilassare i muscoli.

  •  Infra-gara: utile in presenza di eccesso di cataboliti o di acidosi; si effettua allo scopo di favorirne l’eliminazione attraverso manovre drenati quali impastamento, scuotimento e rotolamento che favoriscano la circolazione sanguigna e linfatica.

  •  Post-gara: l’obiettivo è quello di eliminare l’affaticamento accumulato e ricondurre l’apparato muscolare e le articolazioni ad una condizione di normalità fisiologica. Le manovre saranno quindi lente e profonde: sfioramento profondo, frizione, impastamento, stiramento, scuotimento, rotolamento e torsione.

Si riceve su appuntamento presso lo studio di  

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 Drenaggio Linfatico Manuale

"Metodo originale Dr. Emil Vodder"

Linfodrenaggio - Bendaggio compressivo

 

 

Il Drenaggio Linfatico Manuale stimola l’attività del sistema linfatico-immunitario di protezione dell’organismo, favorisce l'eliminazione meccanica dai tessuti dei liquidi ristagnanti, svolgendo un’azione drenante utile anche nel trattamento degli edemi, agisce sulla conduzione del dolore sviluppando un effetto antalgico, ha effetti positivi sul sistema neurovegetativo, in particolare sul sistema parasimpatico, riequilibrando il benessere generale della persona.

 

La tecnica del massaggio, per essere efficace, deve essere eseguita correttamente rispettando la direzione di flusso della linfa verso le stazioni linfonodali e, tenuto conto delle caratteristiche del sistema circolatorio linfatico, modulando la pressione delle varie manovre, adeguandola al tessuto del ricevente; più è lasso il tessuto, più leggero dovrà essere il massaggio.

 

Nell’applicazione di questo tipo di massaggio è importante rispettare alcuni principi:

  •  le zone prossimali, rispetto alle stazioni linfonodali, devono essere trattate e svuotate prima di quelle distali, per far posto ai liquidi che fluiranno successivamente;

  •  non si deve formare alcun arrossamento sulla pelle;

  •  il massaggio non deve provocare dolore.

I tempi di trattamento dipendono dalla diffusione e dall’entità dell’edema e dalla reazione al trattamento da parte del ricevente.

 

Il massaggio linfodrenante ha innumerevoli effetti benefici:

  •  Effetto immunitario: in campo immunologico trova applicazione in tutti i casi in cui si voglia migliorare l’immunità locale quali acne, ferite chirurgiche od accidentali, facilità alla colonizzazione batterica o virale delle prime vie respiratorie (tonsilliti, sinusiti, faringiti ripetute), estrazioni dentarie in cui si sviluppa un effetto antinfettivo, cicatrizzante ed antiedematoso. Non va mai applicato in presenza di infezione poiché se ne favorirebbe la diffusione.

  •  Effetto antiedematoso: ottimi risultati si ottengono sugli edemi linfatici “idiopatici”, cioè di cui non si conosce la causa di insorgenza (per i quali sarà comunque utile una diminuzione di assunzione quotidiana di sodio), sugli edemi del periodo premestruale e durante le gravidanze, sulle stasi residuate da interventi di safenectomia o sclerosanti alle varici, sugli edemi perimalleolari che spesso compaiono a causa della prolungata stazione eretta o con il caldo, sugli edemi alle mani ed al viso.

  •  Effetto cicatrizzante: grazie all’accelerazione della corrente di flusso linfatico, si favorisce il drenaggio della linfa ristagnante e, con essa, delle sostanze ad azione irritante che impediscono la detersione della ferita mentre, con l’arrivo di linfa “fresca”, giungono nella parte lesa anche principi nutritivi con azione plastica e ricostruttiva del tessuto. Si utilizza in caso di piaghe da decubito, ustioni (a monte della zona interessata ed intorno alla sede della lesione), in caso di tendenza alla formazione di cheloidi cicatriziali dopo interventi chirurgici, nel trattamento di ferite in persone affette da diabete od in terapia con farmaci che svolgano un’azione ritardante sulla cicatrizzazione.

  •  Microcircolazione: migliora la motilità intrinseca dei vasi, agendo sull’efficacia dello svuotamento del linfangione (il tratto di vaso linfatico compreso fra due valvole contigue), e sulla ripresa della ritmicità delle contrazioni della sua muscolatura liscia. Liberando i tessuti dal liquido interstiziale in eccesso, si ottiene una migliore ossigenazione cellulare ed un’accelerazione dei processi di filtrazione-assorbimento a livello capillare sanguigno. Tutto questo si traduce anche in un miglioramento del tono e dell’aspetto generale cutaneo.

  •  Effetto rigenerante: soprattutto in campo geriatrico, determina un miglioramento della nutrizione e della respirazione cutanee, promuovendo un lento ma visibile miglioramento dell’aspetto del ricevente; la pelle perde il colorito grigio-giallastro e si fa più rosea ed elastica. Anche nel caso di interventi di dermoabrasione, grazie al miglioramento della nutrizione dei tessuti, si otterrà un più rapido riassetto cutaneo.

  •  Azione antalgica e rilassante: all’effetto antalgico, che si esplica soprattutto sulle contratture muscolari, sugli strappi e sulle distorsioni, si associa anche l’effetto antiedematoso. I movimenti, così lenti e ritmati, producono un effetto sedativo e rilassante, favorendo in molti casi il sonno fisiologico in soggetti stressati o particolarmente affaticati.

 

La Massoterapia Linfodrenante metodo Dr. Vodder risulta particolarmente utile nel trattamento del linfedema sia di tipo congenito, dovuto ad un'insufficiente presenza di vasi linfatici o di linfonodi, che secondario, cioè espressione o complicanza di intervento chirurgico, danneggiamento dei vasi linfatici, asportazione o ablazione radioterapica di una stazione linfonodale.

 

In questi casi la Terapia Decongestiva Complessa (TDC), durante il trattamento di attacco, prevede che al Drenaggio Linfatico Manuale (DLM) vengano associati Esercizi Isometrici (EI) e Bendaggio Multistrato Compressivo (BMC) e, nella fase di mantenimento, l'uso di un Tutore di contenzione.

 

Vedi le principali patologie per cui è indicato il Drenaggio Linfatico Manuale

 

 

 

Controindicazioni al trattamento sono: infezioni in fase acuta, tubercolosi, rimi mesi di gravidanza. Da evitare inoltre in caso di emorragie in atto, compresa la mestruazione.

 

Il metodo è tutelato e diffuso da A.I.D.M.O.V., Associazione Internazionale del Drenaggio linfatico Manuale “Originalmethode dr. Vodder" associazione fondata dal Dr. Vodder stesso nel 1982 a Losanna.

 

La nostra formazione è avvenuta partecipando ai corsi organizzati da A.I.D.M.O.V., coordinati dalla Dr.ssa Denisa Giardini, Presidente della sezione italiana dell'associazione, e riconosciuti dal Ministero della Salute nell’ambito della ECM Educazione Continua in Medicina.

 

 

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Massoterapia neuromuscolare

I cinque sensi umani sono fisiologicamente, riducibili ad uno solo: il tatto.

Le strutture interessate nella produzione di un riflesso costituiscono "l'arco riflesso", e sono formate da:

  •  un organo di senso come la cute;

  •  terminazioni nervose in un muscolo, in un tendine o in un altro organo;

  •  un nervo afferente o sensitivo che partendo dall'organo di senso, raggiunge il midollo spinale attraverso il nervo periferico e la radice posteriore del nervo;

  •  il midollo spinale;

  •  un nervo motorio o efferente che sorge dalle cellule del corno anteriore del midollo spinale e raggiunge l'organo motore, come per esempio un muscolo o una ghiandola, attraverso il nervo periferico.

Con la stimolazione di un muscolo, attraverso il nervo periferico, il segnale raggiunge il midollo spinale e da qui arriva al cervello per poi tornare al punto stimolato. Per questa via il tempo che intercorre tra arrivo dello stimolo sensitivo e la risposta motrice, sarà molto più breve che se lo stimolo dovesse passare attraverso l'intera lunghezza del midollo spinale fino all'area sensitiva del cervello e da qui alla corteccia motrice, che a sua volta, stimolata, emette un impulso volontario, che attraverso le vie motorie del midollo spinale raggiunge il nervo periferico e quindi l'organo motore. Chiaro quindi che molti riflessi hanno carattere protettivo allo scopo di ottenere la risposta motoria più rapida possibile; un esempio pratico: togliamo il dito dall’acqua bollente prima di rendercene conto.

 

In Reflessologia dobbiamo tenere conto che vi sono due tipi di sensazioni:

  •  le sensazioni speciali che sono apprezzate da organi specializzati come l'odore, la vista, l'udito e il gusto, i cui stimoli sensoriali vengono convogliati al cervello attraverso i nervi cranici;

  •  le sensazioni generali che sono apprezzate da qualunque parte dell'organismo:

    • superficiali dalla cute;

    • profonde dai muscoli, nelle articolazioni e negli organi.

Le sensazioni superficiali vengono apprezzate dai nervi sensitivi che sono distribuiti su tutta la nostra cute e sono rappresentate dal dolore, dal tatto, dalla temperatura, mentre la nostra sensibilità profonda, oltre alle compressioni e ai dolori è quella che ci dà in qualsiasi momento la posizione dei nostri muscoli e articolazioni, ossia che ci rende sempre coscienti dell'esatta posizione nello spazio di ogni nostro arto e di ogni parte di esso. Questo è dimostrato chiudendo gli occhi e portando la punta dell'indice della mano alla punta del naso: un’azione che eseguiamo correttamente perché conosciamo esattamente la rispettiva posizione di queste parti, anche senza l'aiuto della vista, grazie alle sensazioni che ci provengono dai muscoli e dalle articolazioni. Sia le sensazioni superficiali che quelle profonde, sono trasmesse lungo i nervi periferici dalla cute, dalle articolazioni e dai muscoli al midollo spinale.

 

Il massaggio neuromuscolare, (così come altre metodiche riflessogene quali ad esempio la Riflessologia plantare ed il Massaggio connettivale) è in grado, attraverso diversi meccanismi, di esplicare le seguenti differenti azioni:

  •  influenzare direttamente in sede un connettivo alterato (cicatrici, disturbi dell'irrorazione locale);

  •  mettere in movimento meccanismi generali di regolazione dinamica del circolo sanguigno;

  •  per mezzo di modificazioni dell’irrorazione sanguigna e con la liberazione di sostanze specifiche dei tessuti, possono influenzare la reazione chimica tissutale (capacità locale o generale del tessuto connettivo a trattenere acqua);

  •  provocare mutamenti nello stato soggettivo e nei meccanismi di regolazione di tutto l'organismo;

  •  evocare impulsi nervosi e, per mezzo di riflessi il cui arco si chiude nel Sistema Nervoso Centrale, possono provocare reazioni anche in organi molto lontani dalla zona di applicazione del massaggio.

Controindicazioni al trattamento sono: stati infiammatori acuti, malattie infettive, tumori maligni accertati o sospetti, neuro lesioni centrali, primi mesi di gravidanza. Da evitare inoltre in caso di emorragie in atto, compresa la mestruazione.

 

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Massoterapia connettivale

Il massaggio connettivale è una forma particolare di riflessologia. Questo almeno per l'aspetto più interessante degli effetti che può indurre sull'organismo, perché come semplice metodo di stimolazione locale dei tessuti, non si discosta molto da altre tecniche di massaggio.

 

La sua ideatrice, la fisioterapista tedesca Elisabeth Dicke, ideò questa tecnica dopo aver notato, attraverso l'esperienza empirica personale, che la trazione digitale dei tessuti sottocutanei in stato di tensione, sortiva sorprendenti risultati di risoluzione di disturbi circolatori a carico degli arti inferiori. Appurò essenzialmente che a spiegare gli effetti di questa tecnica potevano essere di aiuto gli studi di Head e di Mackenzie dell'inizio del secolo, sui rapporti di innervazione tra cute, muscoli ed organi interni; venne sostanzialmente appurato che esistono riflessi nervosi tra connettivo sottocutaneo e visceri e si accreditava così il dato di fatto per cui:

  •  un viscere malato dà, come riscontro, una variazione di tensione del tessuto connettivo sottocutaneo;

  •  agendo con manovre appropriate sul sottocute in stato di tensione è possibile influenzare il viscere correlato con tale distretto connettivale.

Da queste premesse consegue che il massaggio connettivale è una pratica riflessologena che si prefigge di ricercare eventuali zone di sofferenza del tessuto connettivo sottocutaneo ed una volta scoperte, di trattarle opportunamente, in modo da risolvere nello stesso tempo lo stato di tensione connettivale e la sofferenza viscerale di cui tale tensione è espressione.

 

Grazie alle particolari manovre utilizzate, rilassa la muscolatura ed aumenta la vascolarizzazione dei tessuti stimolando la circolazione a livello locale, apportando così maggior ossigeno alla parte trattata; restituendo la fisiologica funzionalità al sistema muscoli, fasce, articolazioni, risolve tensioni con un importante effetto di rilassamento muscolare, migliora la mobilità articolare ed in genere si può notare un miglioramento dello stato posturale.

 

La tecnica di massaggio connettivale ha quindi un duplice momento, quello volto a scoprire le eventuali zone di tensione e quello mirante a risolvere lo stato di tensione stesso ed è ottimo abbinato al Linfodrenaggio manuale, in quanto si ottiene sinergia tra filtrazione e riassorbimento.

 

Particolarmente indicato per chi si dedica ad attività sportive ma anche per tutti coloro che accumulano, sotto forma di tensioni muscolari, lo stress quotidiano.

 

Controindicazioni al trattamento sono: stati infiammatori acuti, malattie infettive, tumori maligni accertati o sospetti, neuro lesioni centrali, primi mesi di gravidanza. Da evitare inoltre in caso di emorragie in atto, compresa la mestruazione.

 

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Idro chinesiterapia

Il termine idro-chinesiterapia (o idro-kinesiterapia) sta ad indicare una terapia basata sul movimento (kinesis) in acqua (idro) e rappresenta l'insieme delle tecniche di trattamento eseguite in acqua riscaldata a fini terapeutici.

 

Si tratta di una terapia che prevede l’esecuzione di tecniche finalizzate alla gestione appropriata del movimento della parte del corpo da trattare e si divide in due fasi: la fase passiva e quella attiva.

 

Nella fase passiva il terapista fa eseguire gli esercizi dal paziente che esegue il movimento passivamente, cioè senza utilizzare la propria forza ma quella applicata dal terapista; nella fase attiva il paziente, su indicazione del terapista e sotto la sua supervisione, esegue autonomamente gli esercizi, cioè applicando all’azione la propria forza muscolare.

 

A differenza delle mobilizzazioni a “secco”, in cui il corpo deve prima di tutto contrastare la forza di gravità e generare movimento per compiere azioni con conseguente sovraccarico e possibile insorgenza di algia, in acqua, sfruttandone le proprietà fisiche, si facilita il recupero funzionale riducendo affaticamento e dolore.

 

L'idro-chinesiterapia trova impiego nel recupero post-chirurgico e post-traumatico di tutte le articolazioni e risulta inoltre efficace nel conservativo, per ristabilire e mantenere un buon rapporto tra articolarità ed equilibrio muscolare. Sviluppa un'azione coadiuvante nel riequilibrio posturale nel trattamento degli squilibri muscolo-legamentosi, sovente dovuti ad abitudini statiche o motorie scorrette che, protratte nel tempo, in particolare in un organismo non giunto a maturità ossea, generano paramorfismi che possono degenerare in dismorfismi.

 

E' una terapia indicata nei casi di necessità di recupero muscolare ed articolare e non presenta particolari controindicazioni se non in presenza di iperpiressia (febbre), dermatiti, ulcere cutanee o ferite aperte.

 

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Chinesiterapia - Mobilizzazioni articolari - Stretching muscolare

 

 

La parola greca “kinesis” significa movimento; quindi chinesiterapia (o kinesiterapia), significa “cura con il movimento”.

 

Si tratta di una metodica curativa che svolge un’azione di stimolo meccanico sul sistema nervoso e muscolare, sulle ossa e sulle articolazioni, al fine di permettere la ripresa dei movimenti nella forma e nella misura più ampie possibili.

 

La Chinesiterapia comprende un insieme di tecniche specifiche volte al recupero o al miglioramento del movimento articolare, della forza e della massa muscolare, della sensibilità al movimento, ovvero la capacità di svolgere un’azione volontaria con fluidità ed è quindi particolarmente indicata in tutte le situazioni in cui vi sia una riduzione delle fisiologiche capacità di movimento, in seguito ad eventi traumatici quali, ad esempio, fratture, lussazioni, rottura dei legamenti, ecc., dopo interventi chirurgici agli arti, in presenza di patologie reumatiche o in qualsiasi altro caso che abbia comportato immobilità totale o parziale per un certo periodo.

La Chinesiterapia si distingue in attiva e passiva; nella Chinesiterapia attiva è l’organismo stesso che produce attraverso il proprio apparato muscolare l’energia necessaria alla realizzazione degli esercizi, mentre nella Chinesiterapia passiva i movimenti vengono fatti svolgere dal terapista: tale pratica è particolarmente indicata per sviluppare o migliorare la propriocettività e favorire il processo di rigenerazione nervosa dopo un periodo di immobilizzazione.

 

Durante gli esercizi si possono utilizzare attrezzi per facilitare il movimento o per renderlo più difficile (elastici, bastoni, tappetini, cyclette, tapis-roulant, …).

 

La Chinesiterapia trova un vasto campo di applicazione anche nelle malattie dell’apparato respiratorio, infatti alcuni esercizi respiratori possono contribuire a potenziare e migliorare la ventilazione polmonare esercitando inoltre una benefica azione sulla circolazione polmonare e nei casi di enfisema o bronchiti croniche.

 

Mobilizzazioni articolari

Per “Mobilizzazioni articolari” si intendono tutte quelle azioni che il Terapista ed il Paziente insieme, mettono in campo per recuperare o migliorare l’ampiezza del normale movimento di un’articolazione; un’azione di mobilizzazione articolare può essere attiva, attiva-assistita, oppure passiva.

Si parla di mobilizzazione “attiva” quando l’azione di variazione dell'ampiezza di movimento è conseguenza dell'attività contrattile volontaria dei muscoli scheletrici che si inseriscono sui capi ossei che compongono l'articolazione; in buona sostanza è il Paziente che esegue i movimenti autonomamente ma sotto la supervisione del Terapista.

La mobilizzazione “attiva-assistita” è una mobilizzazione volontaria eseguita dal Paziente in associazione al controllo manuale da parte del Terapista.

La mobilizzazione “passiva” si determina grazie all'applicazione di azioni da parte del Terapista, o semplicemente grazie al peso esercitato dalla forza di gravità.

 

Lo "Stretching" o Allungamento muscolare”

L’allungamento muscolare, detto anche stretching, riduce la tensione muscolare, migliora la coordinazione e la propriocezione (cioè la presa di coscienza dei vari componenti del nostro corpo), previene traumi muscolari e tendinei, e migliora l'escursione articolare.

I muscoli compiono la loro azione principalmente in due modi opposti: contraendosi e rilassandosi.

Un muscolo adeguatamente stimolato si contrae e, appena viene interrotta la stimolazione, si rilascia.

La capacità di contrarsi dei muscoli, è direttamente proporzionale alla loro capacità di allungarsi, in altre parole più un muscolo è capace d'allungarsi più è capace di contrarsi, più è capace di contrarsi, più è capace di sviluppare forza.

 

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Bendaggio funzionale

Il Bendaggio funzionale, è una tecnica usata prevalentemente come prevenzione e cura delle lesioni muscolo-tendinee dell’adulto e dello sportivo; può essere di tipo articolare o muscolo-tendineo, a scopo preventivo, terapeutico o riabilitativo.

 

Le funzioni principali sono di scarico, stabilizzazione, compressione, sostegno, riduzione del dolore e supporto psicologico.

 

 

È un tipo di fasciatura dinamica, che fornisce un’immobilizzazione parziale: non impedisce il fisiologico movimento di un’articolazione ma arresta qualsiasi forza che possa causare un danno alla struttura che si vuole proteggere; rappresenta un’evoluzione ponendosi tra le fasciature semplicemente contenitive e quelle rigide, rispetto alle quali presenta il vantaggio di non causare ipotrofie muscolari e di conservare il coordinamento tra il segmento sano e quello leso.

 

Utilizzando bende adesive di vario tipo, elastiche e non, mira a costruire un supporto esterno atto a rinforzare un’articolazione, sia immediatamente dopo un trauma che a distanza, quando questa risulti deficitaria ma può essere utilizzato anche in un arto "sano" quando venga sottoposto, come nell’attività sportiva, a sforzi eccessivi e quindi potenzialmente lesivi.

 

Si utilizzano materiali combinati ed in modo diversificato: bende adesive estensibili, bende adesive inestensibili, compresse di gomma-schiuma di diverse forme e dimensioni, salvapelle in quei rari casi in cui è accertata un’intolleranza cutanea da contatto o da allergia ai materiali adesivi o ai tessuti che compongono la trama di base delle bende, maglia tubulare estensibile di rifinitura.

 

L’applicazione di un bendaggio funzionale avviene sempre a seguito di una decisione medica e può essere prescritto in seguito ad un trauma distorsivo od una lussazione, dopo una lesione muscolare od una microfrattura, ma anche nel caso di edemi e gonfiori importanti; solitamente viene rimosso, secondo prescrizione medica, dopo quattro/sette giorni dopo l’applicazione, periodo durante il quale è comunque possibile svolgere le normali attività giornaliere.

 

Nella prevenzione ha un’ampia applicazione: in essa deve prevalere la componente estensibile in quanto deve essere il più dinamico possibile per potersi conciliare nel modo migliore con le necessità del “gesto atletico” e comunque non deve mai essere usato su distretti articolari “sani” dal punto di vista morfologico, statico e dinamico.

 

Nel trattamento si usa come presidio integrativo ma non sostitutivo dell’apparecchio gessato; in esso sarà prevalente la componente inestensibile in quanto si deve ottenere una contenzione più rigida ed una maggiore tenuta.

 

Il Bendaggio funzionale trova larga applicazione nel trattamento di lesioni acute, dopo l’uso di apparecchio gessato, per ridurre i tempi di immobilizzazione, ma anche in caso di instabilità articolare e lesioni croniche quali le tendinopatie e nella riabilitazione quale presidio integrativo di altri protocolli terapeutici; non si applica in presenza di problemi dermatologici o riconosciute allergie al collante.

 

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Riflessologia plantare olistica

 

La stimolazione manuale di precisi punti identificati sui nostri piedi, che in occidente ha assunto ormai da due secoli la denominazione di Riflessologia plantare, è una tecnica che ha origini antichissime e rappresenta un efficace strumento con il quale perseguire e mantenere il benessere della persona attraverso il suo equilibrio energetico e psicofisico, allontanando le possibilità di malattia, rafforzando il sistema immunitario e favorendo lo scambio tra corpo, mente e spirito.

 

La diretta corrispondenza tra l’intero corpo umano e particolari zone dei piedi è il fondamento della teoria su cui si basa la Riflessologia plantare.

 

Attraverso la manipolazione dei punti riflessi nei piedi, il sistema nervoso riceve stimoli che, ritrasmessi sotto forma di impulsi involontari ai vari organi, favoriscono la guarigione, il superamento del dolore, il loro corretto funzionamento.

 

Il dolore che si manifesta alla pressione nei vari punti del piede segnala uno squilibrio nelle parti del corpo corrispondenti, consentendo così di riconoscere disarmonie ancora prima della comparsa di sintomi.

 

Per questo motivo, la R.P. è un ottimo modo per leggere i messaggi del corpo e giungere così a quello stato di autoconoscenza che è alla base di ogni vera guarigione.

 

Si tratta quindi di una valutazione energetico-funzionale globale, olistica appunto, in cui vengono presi in considerazione, nel loro insieme, gli aspetti fisici, psichici ed energetici di una persona.

 

Con il massaggio del piede è così possibile ottenere un riequilibrio generale: l’energia vitale, trattenuta nei blocchi emozionali, sciogliendosi, ci libera dalle tensioni e, fluendo liberamente, favorisce il corretto equilibrio necessario per una vita serena.

 

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Taping posturale e linfodrenante

 

 

Il Taping è una tecnica riabilitativa innovativa di bendaggio, in grado di stimolare un processo di autoguarigione del corpo che utilizza un nastro realizzato in cotone con una elasticità fra il 40-50% della sua lunghezza, impermeabile ma che permette alla pelle di traspirare.

 

E' un nastro in cotone con uno strato di collante, privo di farmaci, facilmente tollerabile che può quindi essere applicato per più giorni.
 

Se applicato in decompressione, il tape, in conseguenza del movimento della pelle su cui è applicato, forma delle pliche che aumentano lo spazio interstiziale del tessuto connettivo, riducendo così la pressione sui vasi sanguigni e linfatici che sono più liberi di svolgere il proprio compito, con benefici diretti sul drenaggio linfatico e riflessi sulla tensione muscolare e la percezione del dolore.

 

Oppure, al contrario, se applicato in tensione, determina una stimolazione dei tessuti che favorisce il miglioramento del tono muscolare, a tutto beneficio della postura e dell'escursione articolare.

 

 

Cross-Tape

 

Il Cross-Tape si presenta come un sottilissimo cerotto, di varie dimensioni, a forma di rete quadrangolare, totalmente anelastica e privo di farmaci.

 

Il principio di funzionamento è l'interazione tra i principi della Medicina Tradizionale Cinese (punti di agopuntura) e della medicina convenzionale Occidentale (Trigger Point, recettori cutanei - esterocettori, nocicettori).

 

Il meccanismo d’azione presenta una certa somiglianza a quello del taping posturale e linfodrenante, con il quale può svolgere un'azione sinergica se in un uso congiunto: attività analgesica per la sua influenza sui nocicettore per disattivare i trigger-point mio fasciali, azione diretta sui punti di agopuntura, per stimolare o inibire, allo scopo di recuperare l'equilibrio energetico, capacità di influire sul dermatomero creando un effetto neuro-riflesso in relazione al segmento dove viene applicato.

 

Inoltre, con l’applicazione del cross-tape si genera il sollevamento della pelle che, decomprimendo le strutture interstiziali, innesca una serie di reazioni riflesse sul tono muscolare e favorisce il drenaggio linfatico.

 

In ogni caso è opportuno ricordare che l'applicazione del tape da sola non è sufficiente a garantire il risultato; la sua efficacia risiede nella capacità di prolungare i benefici ottenuti con la massoterapia, decontratturante nel caso di problemi muscolari, e linfodrenante nel caso di problemi vascolari e linfatici.


 

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Massaggio con pietre calde

 

Nel Massaggio con pietre calde, si utilizzano pietre nere, basaltiche, vulcaniche, che mantengono il calore.

Questa tecnica di massaggio trova ampia applicazione, oltreché nel riequilibrio energetico, anche in tutti gli squilibri muscolari, siano essi di natura posturale, traumatica o da disagio emozionale.

In buona sostanza le mani del Terapista “guideranno” le pietre, precedentemente portate alla temperatura di circa 70°C, in un lento massaggio sui muscoli interessati; in questo modo si potrà determinare una reazione simile a quella ottenuta attraverso la pratica strumentale della “diatermia”.

Favorire l’aumento della temperatura interna permette di contrastare i danni derivanti da fibrosi attraverso la rivascolarizzazione dei tessuti cicatriziali con il ripristino del loro corretto metabolismo.

Il calore riequilibra il disordine delle cellule adipose (adipociti), richiamando sangue ricco di ossigeno e tonificando le pareti vascolari favorisce il normale drenaggio della linfa a tutto vantaggio del controllo dello sviluppo della cellulite.

 

 

 

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